Il progetto di Lago di Como GAL per la riscoperta e la valorizzazione dei monti lariani.

OltreLario porta il viaggiatore a scoprire cosa le pendici intorno al Lago di Como abbiano da raccontare: storie e aneddoti, che passano dalla comunità locale al viaggiatore tramite esperienze di viaggio, che intersecano natura, cultura e artigianato.

Crediti MAURIZIO MORO / BARNI

I paesaggi sono disegnati dalle testimonianze della tradizione culturale locale: terrazzamenti, muretti a secco, mulini, magli, opifici, filande. La natura poi si è impegnata nel creare aree di eccezionale bellezza, come la più grande foresta europea dei Maggiociondoli in Valle d’Intelvi o i funghi di Terra nel Triangolo Lariano e panorami a picco sul Lario mozzafiato. La natura e le sue rappresentazioni sono state fonte d’ispirazione per pittori, come Eugenio Spreafico e Giovanni Segantini e per i Magistri comacini nei loro decori in stucco e scagliola, che hanno abbellito chiese e ville europee per secoli.

Ogni aspetto del territorio dei Monti Lariani viene raccontato, portato alla luce, in un costante viaggio a piedi e in bicicletta. Due mezzi, questi, che aprono le porte ad un modo diverso di vivere il tempo, un tempo lento e generoso che permette di assaporare fino in fondo i territori rurali. OltreLario si impegna nel trasmettere il bello di pedalare, camminare e rallentare per far scoprire un territorio nascosto e poco visitato, ma ricco di esperienze.

Crediti ELEONORA GINI

OltreLario è un’immersione nei luoghi del territorio lariano.

Camminiamo e pedaliamo per scoprire e intercettare ciò che è celato. Ricerchiamo, addentriamoci nel territorio dei Monti Lariani e troviamo momenti, anfratti, meraviglie con cui stupirci. Sondiamo le alture, i boschi, i pascoli, le morene glaciali e le grotte; scopriamo la flora e la fauna che rendono vivo il territorio. Entriamo nei borghi bussando, metaforicamente, a portoni incasellati in portali di granito per scoprire le corti contadine con le lobbie in legno. 

La forza motrice dell’acqua incanalata dall’uomo a trasformare il dono della natura in un mezzo di sostentamento: mulini, officine e filatoi. Le sentite le filandere cantare? Esili fili d’oro, che nascevano da bozzoli incastrati in ramoscelli di ravizzone. 

Famiglie storiche di pescatori a posar reti nelle acque del lago, in quel mondo lontano da riva – silenzioso e profondo – un mondo di giornate alla rovescia e di uomini seduti nel tardo pomeriggio sui moli a riparare le reti. Reti che venivano tinte in un gran momento di comunità con l’acqua colorata dalle bucce delle castagne. Stesso lago, mestiere diverso: le barche filavano lente e silenziose sulle acque. Quattro vogatori su una barca con la chiglia a poppa mozzata per non essere arpionata dai finanzieri. Un maestro d’ascia complice. 

Nelle nostre escursioni incontriamo la forza della natura manifestata dalla presenza di massi erratici. Massi graffiati, scalfiti a definir confini e leggende, a essere spezzati per materiale da taglio, a entrare nella storia come parti di costruzioni a secco: maestrìa dei “piccaprèia”, architettura che domina le zone montane della Lombardia.

Massi erratici, detti trovanti, come dei trovatelli dispersi fra i monti, divenuti avelli: tombe scavate negli erratici e destinate a personaggi di alto rango tra il V e il VI sec. d.C. Rappresentano una singolarità da Como al Canton Ticino, dalla Brianza alla Valtellina.

Ogni luogo ha un nome a ricordare un momento del passato, come la Valle dell’Inferno, lassù vicino al Generoso, chiamata così a imperitura memoria dei fuochi accesi dai “calcheràtt” e dai “carbunàtt”. Piana di ciàfar dove un tempo sostavano i pastori, Terabiùta a indicare un luogo spoglio, Prada a segnalare grandi praterie. 

Tradizioni di paese che il viaggiatore potrà rivivere insieme alla comunità: la “Giubiana da Canz” “l’ültim giuedì da Genar”, il Carnevale di Schignano in febbraio, l’“invasione degli asini” a Dizzasco in agosto, la Fiera della capre a Caslino d’Erba in settembre.  

Storie, tante storie, riconducibili ad esperienze di viaggio che il visitatore potrà intraprendere nell’OltreLario.

cREDITI GIOVANNI APPIANI / Orimento

LAGO DI COMO GAL

Lago di Como GAL rappresenta la comunità locale nel suo complesso raggruppando autorità locali, raggruppamenti d’imprese, associazioni culturali, ambientali e paesaggistiche.

Il Lago di Como GAL è una società consortile a responsabilità limitata che si occupa dello sviluppo del territorio rurale del Triangolo Lariano, della Valle d’Intelvi e di comuni posti nella cintura della Brianza. Agisce tramite l’attuazione del Piano di Sviluppo Locale e finanzia con fondi europei progetti inerenti tematiche agricole, forestali, turistiche e sociali. Il GAL ha la possibilità di operare direttamente sui territori di competenza con i progetti di cooperazione Leader, attraverso i quali, in compartecipazione con altri GAL italiani ed europei, elabora strategie di sviluppo locale per promuovere le peculiarità territoriali.

cREDITI ENRICO COLZANI / FAGGETO LARIO