Pratolina, a caccia di rosa!
Ci sono fiori che non bisogna cercare troppo lontano.
Basta un prato, un giardino, un sentiero vicino a casa. E all’improvviso, guardando in basso, si scopre che il terreno è pieno di piccoli punti bianchi: sono le pratoline. Rappresentano da sempre la primavera, l’innocenza e il candore.
Come riconoscerla
La pratolina è una pianta erbacea perenne, piccola e resistente. Cresce bassa, tra i 5 e i 15 centimetri, e forma piccoli ciuffi nei prati.
Le foglie sono raccolte alla base, morbide e allungate. Dal centro spunta uno stelo sottile che porta un solo fiore.
O almeno, così sembra.
Perché in realtà la margheritina non è un solo fiore. Se la osservate da vicino, scoprirete che è composta da tanti piccoli fiori: la parte centrale gialla è un’insieme di fiori tubolosi, cioè, a forma di tubo, mentre, quelli che noi comunemente chiamiamo petali in realtà sono dei fiori ligulati, cioè, che si stendono verso l’esterno come delle piccole linguette. La margherita, quindi, non è un fiore, ma un’infiorescenza: un’insieme di tanti piccoli fiori.
Dove cercarla durante le vostre esplorazioni
La pratolina è un fiore che ama stare vicino a noi.
Cresce nei prati, nei campi, nei giardini, ai bordi dei sentieri, spesso in luoghi calpestati e vissuti. Si trova dal livello del mare fino a circa 2000 metri di altitudine ed è diffusa in tutta Italia.
Il significato del nome
Il nome scientifico è Bellis perennis.
“Bellis” deriva probabilmente dal latino bellus, che significa bello, grazioso.
“Perennis” significa che dura nel tempo, perché questa pianta torna a fiorire anno dopo anno.
Il nome “margherita” invece deriva da margarita, cioè perla, per il colore chiaro e delicato dei suoi petali.
In inglese viene chiamata daisy, “occhio del giorno”, perché si apre con la luce e segue il sole.
Una piccola leggenda da raccontare insieme
C’era una volta l’Uomo del Gelo, vecchio e silenzioso, seduto davanti al suo fuoco quasi spento, accanto a un ruscello immobile come il vetro. Intorno a lui, solo neve e vento. Giorno e notte. Un giorno, però, arrivò qualcuno.
Un ragazzo leggero nei passi, con le guance rosse e gli occhi pieni di luce. Portava con sé fiori, profumo di aria nuova e qualcosa che l’inverno non conosceva più.
I due iniziarono a raccontarsi i loro poteri.
L’Uomo del Gelo parlava di acqua che si ghiaccia, di foglie che cadono, di animali che fuggono dal freddo.
Il ragazzo, invece, raccontava di pioggia tiepida, di piante che crescono, di uccelli che tornano a cantare.
E mentre parlava, qualcosa iniziò a cambiare davvero.
Il sole si fece più caldo, il ruscello tornò a scorrere e l’aria si riempì di suoni e profumi.
L’Uomo del Gelo sentì il calore scioglierlo piano, come neve al sole. Diventò sempre più piccolo, finché scomparve.
Al suo posto, rimase un piccolo fiore. Un cuore giallo come il sole e petali chiari sfiorati di rosa. La pratolina.
Da allora, ogni volta che la incontriamo, ci ricorda una cosa semplice: anche l’inverno più lungo, prima o poi, lascia spazio alla primavera.
In dialetto come si chiama?
La pratolina ha un nome semplice e delicato, proprio come lei. In alcuni luoghi viene chiamata margheritìn, un modo affettuoso per dire “piccola margherita”, come se fosse ancora più vicina alla terra e a chi la osserva.
Ma i nomi dei fiori cambiano da paese a paese, da valle a valle e spesso sono proprio i nonni e i bisnonni a custodire queste parole.
Voi lo sapete come la chiamavano?
Chiedete in famiglia, fatevi raccontare. A volte, insieme al nome, arrivano anche ricordi, storie, piccoli gesti dimenticati.
Se vi va, scrivetecelo: info@oltrelario.it
Quando la trovate…
Quando incontrate una pratolina, fermatevi. Provate a osservarla da vicino. Guardate il centro giallo, i “petali” bianchi, le sfumature rosate. Chiedetevi se è davvero un solo fiore o qualcosa di più.
Disegnatela nel vostro passaporto, annotate dove l’avete trovata e in che momento della giornata.
Buona ricerca, esploratrici ed esploratori.
Se vi fa piacere condividere i vostri ritrovamenti, potete farlo su Instagram con l’hashtag #floraintasca. Se invece preferite custodire questi momenti solo per voi, tra famiglia e natura, lo capiamo benissimo. In quel caso, se vorrete, potrete raccontarci la vostra esperienza lasciando una recensione qui:
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